
Vi siete visti.
Per parlare di quanto vi siete scritti.
Per capire cosa potevate fare.
Lui era titubante, tu lo cercavi di chiudere.
Più lui cercava di fuggire, più tu cercavi di riportarlo nell'angolo e di farlo rispondere.
Di farlo rispondere alla domanda, di fargli dire che anche lui ti ama e anche lui non vuole lasciarti.
Di fargli dire che anche lui ha voglia di fare l'amore e che questa discussione è una follia, che è una follia non stringersi, che è una follia non dirsi che vi amate.
Da quando è iniziato l'incontro tu pensavi che vi sareste lasciati. Ma ad un certo punto, saranno stati i fumi della marijuana, hai pensato che non era ancora abbastanza. Che non volevi lasciare le cose intentante.
Con le lacrime agli occhi, gli hai chiesto di fare l'amore, come gesto concreto della voglia di ritorvarvi. Ad un certo punto le tue labbra erano sulle sue, bagnate di lacrime. Hai pensato che potesse esserci un futuro. Ma lui si è ritirato. Prima di poco. Poi ti ha detto: non so se sono innammorato di te.
Hai deciso di prendere 15 giorni di silenzio per aiutarlo a guardarsi dentro. Ma ti manderesti affanculo se non sapessi che con tutta probabilità l'esito di questi 15 giorni sarà negativo.
Hai deciso di prendere 15 giorni di silenzio per capire cosa vuoi. E mentre stasera cercavi del sesso facile, il cazzo ti si è ritirato, quasi che il tuo fisico si rifiutasse di rispondere agli impulsi del cervello. Perché, vaffanculo, ancora non è detta l'ultima parola. Anche se le prospettive non sono per niente incoraggianti.
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